Teatro1, nuovo edificio a uso misto       - Concorso: PROGETTO VINCITORE

MALIGNANI 2.0: DIDATTICA 'SCUOLA2.0' ALL'ISIS MALIGNANI

ITALIA - UDINE 2013

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  • CLIENTE: Ispredil (Istituto Promozionale per l'Edilizia); Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili)
  • IMPORTO: 14.600.000 €
  • PRESTAZIONI ARCHEST: Studio di Fattibilità - Progettazione Preliminare
  • DESCRIZIONE: 
    Il progetto del nuovo edificio nasce dall’esigenza di soddisfare sia le richieste di ampliamento degli spazi scolastici derivanti dal costante aumento delle nuove iscrizioni che le esigenze della nuova didattica Scuol@ 2.0 che richiede di disporre di superfici flessibili per attività scolastiche ed extra scolastiche che potranno avvalersi in futuro di un nuovo centro tecnologico aperto alla ricerca e alla città.

    Team Archest: Annamaria Coccolo (responsabile di progetto), Daniele Bazzaro (project architect),
    Lorenzo Paroni, Sonia Soardo;
    Massimiliano Travaggini (impianti e sostenibilità)

    Collocazione
    La collocazione  del nuovo edificio è pensata all’interno dell’area dell’ ISIS Malignani, già di proprietà dell’ente locale,  accessibile da una nuova viabilità ciclo-pedonale  che da via Gallilei, penetrando all’interno del Centro Studi,  condurrà al terminal per i bus in via della Faula, nuovo complesso  già inserito nel Piano Regolatore comunale.
     La scelta dell’ubicazione è significativa della volontà di non realizzare un edificio solo a disposizione dell’ISIS Malignani, ma di tutte le scuole del Centro Studi che, contigue tra di loro, insistono in modo diverso su questa vasta zona che costituisce una sorta di Campus ad oggi non attrezzato né organizzato, e che potranno così disporre di  nuovi spazi per sperimentare nuove modalità di insegnamento e apprendimento, in quello che sarà anche un vero e proprio “ civic center ” attrezzato anche con un bar-cafeteria accessibile dall’esterno. Grazie alla sua particolare collocazione il nuovo edificio non accoglie al proprio interno spazi dedicati ad alcuni servizi, quali la mensa, o a specifici laboratori, quali officine Macchine o saldatura o hangar, il cui utilizzo  caratterizza e qualifica  il percorso dell’istituto tecnico ad indirizzo tecnologico , in quanto essi continueranno a  trovare la propria collocazione negli edifici scolastici esistenti e ancora  funzionali, la cui fruizione è talora già di uso condiviso tra gli studenti di più scuole.
     Questa particolare condizione ha permesso di concentrare l’attenzione sullo studio di uno spazio modulare che potremmo definire “aul@boratorio”, in cui la fruizione dello spazio  aula e  laboratorio si fondono e coesistono grazie alla disponibilità di attrezzature didattiche multimediali interattive e informatiche diffuse,  di particolari soluzioni mobili sia degli arredi anche più tradizionali (banchi e sedie) che delle superfici di divisione tra locali.

    Manifesto
    L’edificio stesso vuole porsi come manifesto di un modo nuovo di concepire la scuola, ora sempre più luogo di apprendimento, di scambio di esperienze e di apertura al mondo: un edificio al cui interno sia superata la rigida concezione di spazi e di tempi meramente didattici per diventare luogo nel quale ambienti formali ed informali si compenetrano, nel quale il confort e il benessere saranno massimizzati così come la possibilità di interagire tra gli studenti e la società, che solitamente sta al di fuori della scuola.
    La didattica si fa così “rovesciata” e la scuola è il contesto per l’approfondimento, la ricerca, la critica, il confronto in cui il docente è “mediatore” tra i saperi e gli allievi; i tempi dell’attività scolastica  non si modellano su entità astratte scandite in minuti e “campanelle” normati dai Contratti di lavoro, ma diventano rispettosi dei tempi dell’’apprendimento anche del singolo studente, mentre i luoghi dell’apprendimento non si identificano solo con lo spazio- aula ma si ampliano alle superfici comuni (corridoi, spazi riunioni etc) in cui trovano collocazione servizi  che possono essere liberamente e responsabilmente fruiti dagli studenti (mediateca, e-book, biblioteca tradizionale etc)

    Spazio
    Il progetto ha quindi tenuto conto di una nuova concezione degli spazi didattici lavorando anche sulla forma, perché, oltre che dall’interno, sia possibile cogliere anche dall’esterno il nuovo modo di progettare un edificio scolastico, integrato nell’ambiente circostante, trasparente ed aperto all’esterno, fruibile nella sua interezza, attrezzato con aree verdi alberate e parcheggi di relazione contigui alla viabilità carrabile di accesso.
     Il fabbricato si configura come una “ forma libera” con gli spazi esterni ed interni che si compenetrano, il verde che sale sull’edificio per diventare copertura praticabile e fruibile, spazi esterni circoscritti dalle aule che diventano essi stessi “luoghi didattici all’aperto” attrezzati con pergolati ed arredi, utilizzo di materiali naturali e soluzioni tecnologiche all’avanguardia per la costruzione dell’edificio e di fonti energetiche rinnovabili per il suo utilizzo. L’edificio si inserisce nel contesto in modo “rispettoso” occupando uno spazio già pavimentato e senza dover tagliare gli alberi esistenti; un piano viene totalmente interrato ( con gli ambienti però illuminati tramite una grande corte e piccoli sbancamenti) per avere un impatto visivo minore e i due livelli fuori terra sono mediati dalla forma stessa che crea un tetto verde inclinato da utilizzare come arena attrezzata all’aperto. La rimanente copertura è anch’essa trattata con verde pensile e si prevede l’inserimento di sistemi per la captazione dell’energia solare, a supporto di un edificio totalmente passivo a zero emissioni di CO2. Tutto questo per arrivare alla massima sostenibilità ambientale, ma anche “sociale” se, con questo termine, si intende significare un luogo nel quale lo scambio personale, di conoscenza a tutti i livelli e di attenzione per quanto ci circonda sia coerentemente ricercato.  
    All’interno la forma “ libera “ dell’edificio consente di inserire gli spazi con una logica che supera i rigidi concetti che ritroviamo nelle nostre attuali scuole, lasciando la possibilità di configurare nuovi ambienti interoperabili dalle dimensioni e destinazioni varie e modificabili ( prevedendo la massima adattabilità impiantistica), sicuramente più flessibili e piacevoli. Tutta la scuola diventa fruibile, viene superato il concetto di aule e corridoi  per lasciar spazio a superfici diversamente configurabili e quindi adattabili ai concetti di lavoro di gruppo, di esigenze personali e soprattutto di interazione tra studenti. Le aule, oltre che flessibili, diventano aperte grazie alle ampie superfici vetrate che si affacciano sui corridoi stabilendo visivamente un continuum che  dilata lo spazio dell’apprendimento, rendendolo con ciò anche palestra di “cittadinanza”. L’aula sarà quindi al suo interno diversamente configurabile per adattarsi alle nuove esigenze didattiche, attraverso la previsione di arredi  facilmente spostabili, pareti mobili e impianti “intelligenti”.
    Lo spazio si adatta alle diverse esigenze didattiche dilatandosi per ospitare gruppi o contraendosi per ricavare aree più piccole adatte all’apprendimento individuale; l’atrio si configura come luogo di accoglienza mentre il grande spazio, aperto su i tre livelli, punto di connessione di tutti i percorsi verticali e orizzontali, sarà il luogo di incontri informali, di riunioni collettive, di piccole rappresentazioni. Elemento importante è l’agorà, concepita come uno spazio a gradoni variabili e diversamente  attrezzabili per ospitare spettacoli, proiezioni ma quotidianamente per ospitare gruppi o singoli studenti impegnati in attività di lettura, socializzazione etc. L’agorà sarà attrezzata per essere molto flessibile nell’utilizzo, acusticamente adeguata e con impianti tecnologicamente avanzati. Quest’ultimo punto sarà applicato naturalmente a tutti gli ambienti perché abbiano il massimo confort in tutte le sue componenti ( visivo, acustico e salubrità) , scegliendo le soluzioni più adatte sia dal punto di vista tecnologico, dell’uso dei materiali ma soprattutto della percezione sensoriale degli ambienti da parte degli studenti.

    Ricerca
    Accanto agli spazi per la didattica si sono individuate aree per la ricerca: il progetto architettonico esprime infatti nella distribuzione e destinazione dei volumi e delle superfici  l’idea che il cambiamento e sviluppo della didattica non possono non  avvalersi  delle TIC , ma che queste ultime devono essere per gli studenti una palestra dinamica. Il “processo evolutivo” della didattica 2.0, deve infatti necessariamente svolgersi in un sistema strutturato di “oggetti dinamici” condivisi, aggiornabili dalla collaborazione di menti che implementano sistemi e soluzioni ad ampio spettro tecnologico e culturale, creando innovazione e conseguentemente sviluppo.
    Considerati i percorsi didattici e formativi di insegnamento caratteristici dell’ISIS Malignani, ma anche delle altre scuole del Centro studi, si prevede di correlare le attività dei diversi laboratori con il cuore gestionale della struttura, ipotizzando l’inserimento di  simulatori e di un  nuovo centro tecnologico, anche a servizio di terzi  per garantire le attività di modellazione e simulazione previsionale, corsi di formazione altamente specialistici per affinare le conoscenze in una particolare area di studio, supporto alle Università finalizzato alla materializzazione di idee innovative, supporto a terzi per attuare elaborazioni di calcolo più o meno complesse nell’ambito delle competenze disponibili, supporto a terzi per effettuare prove di laboratorio specifiche.
    Queste attività troveranno posto nel piano seminterrato dove ci sarà spazio per il “centro di ricerca” e quindi la gestione di laboratori attrezzati e le aule speciali. Sono previsti anche accessi indipendenti proprio per poter gestire anche simultaneamente le varie necessità della ricerca e della didattica.

    Questo ciclo virtuoso si completa con l’interesse espresso da parte della Fondazione Istituto Tecnico Superiore, nuove tecnologie per il made in Italy industria meccanica e aeronautica, di cui  il Malignani è l’istituto scolastico di riferimento, di trasferire all’interno dei nuovi spazi anche l’Istituto Tecnico Superiore  con la sua offerta di  corsi post diploma di alta formazione tecnologica, che sicuramente danno più forza ad un progetto complessivo che si pone come vera innovazione del modello scolastico e di apertura verso l’innovazione.

    Dimensione
    L’edificio è stato dimensionato per 700 studenti ossia 25 classi da 28 alunni, ogni aula con superficie di circa 70 mq per permettere la creazione di “ isole di lavoro collettivo” . La superficie nel suo complesso è pari a 5700 mq dei quali 4900 mq direttamente imputabili all’attività scolastica. Ne consegue che la superficie per alunno è di 7 mq suddivisa tra: 2,7 mq per aule e laboratori, 0,7 mq spazi integrativi e complementari (biblioteca, agorà, uffici etc.), 3,2 mq spazi di studio, socializzazione e distribuzione, 0,4 servizi e depositi.

    Il progetto è stato pubblicato su Edilizia e Territorio, supplemento del Sole24Ore, edizione 1-13 aprile 2013.
    Articolo su Tekneco
    Articolo su Edilportale